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Studio Artena

Escursioni in natura: cosa significa Slow forest

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L’uomo vive insieme alle piante da circa duecentomila anni, cioè dalla sua comparsa sulla terra. 200.000 anni. Sarebbe un tempo sufficiente per conoscere qualcuno. Eppure a noi non è bastato: non solo sappiamo ancora pochissimo del mondo vegetale, ma continuiamo ad avere per le piante la stessa considerazione che probabilmente ne avevano i primi Homo sapiens.” (VERDE BRILLANTE – Mancuso, Viola)

Escursione slow forest - valli di LanzoHai mai pensato a quanto conosci una pianta? Che posto hanno le piante nella tua quotidianità? Molto spesso si fa fatica a riconoscere una quercia da un carpino, o un pino da un abete, ma ciò nonostante si è consapevoli di quanto sia piacevole una passeggiata tra gli alberi. Che sia in montagna o in un parco cittadino poco conta. L’importante è che ci siano anche loro. É quindi chiaro quanto la natura, e soprattutto gli alberi, ci diano beneficio, siano quindi terapeutici.

In Giappone viene definito Shinrin-yoku, “trarre giovamento dell’atmosfera della foresta”. Tale pratica, iniziata negli anni ‘80, è ormai un ramo della scienza medica. Oggi in tutto il mondo sono comparsi studi scientifici (abbiamo bisogno della scienza per “convincere” anche i più scettici) che dimostrano lo “stare in natura” aumenta le funzioni immunitarie.

Ma perché? É solo il colore verde che da tutti questi benefici? Per fortuna no. C’è molto di più. Il colore sicuramente aiuta (tant’è che spesso gli ospedali lo usano sulle pareti), ma i grandi benefici arrivano da due sostanze specifiche emesse dalle piante: i fitoncidi e i terpeni. Si tratta di composti volatili presenti nelle resine o negli oli, come il mentolo o la canfora, con lo scopo di autodifesa contro i parassiti o gli stessi erbivori oppure al contrario attrattivi per gli insetti impollinatori. Sì perché mentre gli animali si muovono per procurarsi cibo o scappare da eventuali predatori, le piante hanno un movimento troppo ridotto per cercare altri individui a loro utili o per “scappare”. Quindi usano altre strategie come le sostanze chimiche volatili. La medicina, sia di tipo tradizionale che alternativo, conosce bene le proprietà di queste sostanze tant’è che spesso le sintetizza per poi utilizzarle in ambito clinico e fitoterapeutico in farmaci, creme ecc. Un esempio delle peculiarità di queste sostanze lo è il Timolo dotato di un’azione espettorante, la canfora utilizzata per la stimolazione del cuore, il Pinene che ha una forte attività antibatterica o infine il Mentolo che contribuisce ad alleviare il mal di testa.

Questo significa che una semplice passeggiata in bosco permette ad una persona di acquisire sostanze benefiche che migliorano la frequenza cardiaca, la pressione sanguinea o lo stress … tutto questo esclusivamente camminando e senza interferire con la pianta stessa? Direi geniale! Se poi questo momento è unito a una piccola pratica fisica, attività meditative consapevoli e una buona compagnia il cocktail è perfetto. Questo è per noi un escursione Slow Forest. Il tutto grazie ad una quercia o un carpino… meglio ancora un pino o un abete. Varrebbe la pena anche imparare a riconoscerli anche solo come ringraziamento.

Per saperne di più e letture consigliate:

  • Terapia forestale Una collaborazione tra il CAI e il Consiglio Nazionale delle Ricerche – F. Meneguzzo e F. Zabini

  • Verde Brillante – S.Mancuso, A Viola.

Per il calendario delle escursioni Slow forest di artena clicca qui.

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